prima pubblicazione: 2012 Renews

 

Lo Stress, “questo sconosciuto”

 

Lo stress è un termine molto utilizzato nel linguaggio comune per indicare esaurimento psichico ed emozionale con possibili ripercussioni sul corpo, come nel caso di chi si ammala della sindrome del colon irritabile o di ipertensione arteriosa etc. Normalmente si attribuisce tutto questo al sovraccarico di lavoro, alle difficoltà da affrontare, agli imprevisti da risolvere…Osservato da questa prospettiva lo stress sembra un problema della civiltà moderna, del nostro modo di vivere “artificiale”.
Ma quanti sanno che lo stress è innanzitutto una risposta biologica di adattamento dell’organismo? Che è il cervello il vero protagonista che la produce e la mantiene? Che lo stress, in quanto processo di adattamento all’ambiente, è già presente e cresce esponenzialmente nel tempo appena dopo il concepimento? Che la nascita e i primi mesi di vita sono i momenti più stressanti di un essere vivente in quanto rappresentano il periodo più critico per la sua sopravvivenza? E quanti sopratutto sanno che lo stress, in quanto adattamento ai continui mutamenti ambientali, non sarebbe di per se nocivo se l’organismo fosse in grado di rimanere in equilibrio costante (Allostasi)? Che la causa principale che determina la nocività dello stress è proprio la perdita progressiva di questo equilibrio? Perdita che a sua volta dipende principalmente da un progressivo disordine del funzionamento dei neuroni del cervello che come conseguenza comporta un’alterazione del funzionamento della fisiologia dell’organismo, della psiche e del comportamento? Lo immaginavate che il cervello commette errori casuali similmente ad un computer, ma che diversamente da un computer, che dispone di programmi di auto controllo e riparazione, il cervello ne è completamente privo? E che a causa di questi errori “imprintati” nella memoria neurologica dei circuiti nervosi, la percezione del nostro stato di salute fisica e psichica viene progressivamente falsificata? Avete mai pensato che “il come ti senti” ed “il come stai oggettivamente” potrebbero essere due realtà molto distanti tra loro? Volete un esempio che lo dimostri? Come mai il cervello di un fumatore non lo fa “vomitare” ogni volta che accende una sigaretta? Quasi tutti i fumatori ricordano che la prima sigaretta che hanno fumato è stata un esperienza sgradevole, anche disgustosa. Poi ci hanno riprovato più volte perché l’ambiente, il contesto e le circostanze in cui fumavano creavano condizioni percepite come gradevoli, gratificanti. Un po’ per volta il fumo viene associato dal cervello ad una sensazione piacevole relazionale, rilassante rispetto ad altri riferimenti personali. Adattamento dopo adattamento il cervello falsifica la corretta percezione biologica di una sostanza nociva introdotta nel corpo. Col tempo incomincia a richiederla sempre più spesso (dipendenza), l’associa ad un “nutrimento” (impressione gratificante) che viene percepito come vantaggioso. Questo processo nel suo formarsi, divenire e strutturarsi è l’elemento nocivo dello stress biologico. La sua espressione psicologica ne è solo una delle componenti perché essa si forma, adattamento dopo adattamento, nella costruzioni di atteggiamenti che nel loro insieme rappresentano la nostra identità Neuro Psico Fisica Relazionale.

Ma allora come si cura lo stress? Andare dallo psicologo non è più sufficiente?

Rivedere le nostre credenze, le nostre convinzioni è sicuramente importante perché esse sono il filtro (interprete) attraverso cui guardiamo la vita! Se impariamo a modificare il valore/significato delle esperienze che facciamo e a relativizzare le difficoltà, si modifica l’impatto che la stessa esperienza ha su di noi a livello biologico. Ma c’è un problema molto serio! Il cervello è una struttura composta da differenti aree che gestiscono diverse funzioni. Le aree evolutivamente più antiche del cervello, già presenti nei rettili e nei mammiferi, responsabili dei principali meccanismi che regolano la sopravvivenza, meccanismi di “attacco/fuga” e di gratificazione, come la memoria condizionata delle emozioni o delle sensazione gradevoli, sono nel cervello umano praticamente identiche rispetto al cervello animale. Molte di queste aree, il così detto cervello rettiliano ed il Sistema Limbico, gestiscono funzioni automatiche di sopravvivenza e gratificazione e automatizzano schemi di risposta adattativi appresi a stimoli ripetuti condizionanti. Oggi le Neuroscienze riconoscono che molti circuiti nervosi che costituiscono queste aree e le collegano fra loro, sono praticamente “segregate”, “criptate” rispetto ad altre aree a più alto sviluppo evolutivo che nella specie umana vedono nella neocorteccia, l’area del cervello dove si svolge la più alta capacità di integrazione dei segnali. L’Homo Sapiens manifesta una straordinaria ‘abilità grazie allo sviluppo del cervello più recente come per esempio nella prassia motoria per l’uso delle mani, oppure per il linguaggio, nell’ideazione ed articolazione delle parole, per l’intelligenza astratta e creativa e così via…
Che significa tutto ciò?
Significa che quando vai dallo psicologo e rivedi la tua posizione, le tue mappe mentali, reinterpreti la tua vita, ed hai oggettivamente fatto un buon lavoro, ti chiedi come mai la pressione alta, l’ulcera gastrica, il colon irritabile ecc stentano a guarire! La risposta è semplice: le aree del cervello più recenti, più evolute, quelle che ti fanno capire, modificare, reinterpretare l’esperienza, hanno la peggio sulle aree più antiche, quelle primitive del cervello. La parte animale di te si è impressionata molto prima dello sviluppo della tua intelligenza, quando eri ancora nella pancia di mamma, e poi alla nascita e nei mesi successivi… Questa è la causa dello stress biologico, dell’imperfezione biologica che costa circa la metà della nostra aspettativa di vita geneticamente prestabilita (120-140 anni)!
E’ il paradosso della Natura per cui il cervello da un lato “ti salva la vita” permettendoti di adattarti allo stress ambientale, dall’altro “te la toglie” difendendo adattamenti che si sono strutturati nei circuiti nervosi e che andrebbero modificati per il modificarsi degli eventi esterni ed interni. Ma è biologicamente chiaro che la Natura predilige la specie, l’insieme, rispetto alla parte, al singolo individuo! Come conseguenza permette la presenza di un processo di regolazione imperfetto che nell’insieme funziona perfettamente! “Crescete e moltiplicatevi” …poi, omette la Bibbia, “potete morire”… ma c’è una buona notizia… oltre naturalmente al Paradiso per chi se lo merita…

Oggi alcune branche della medicina che hanno attinenza con le neuroscienze nella loro applicazione clinica, in particolare a seguito di alcune scoperte avvenute in Italia negli anni 80, consentono di rimediare a questo inconveniente, in quanto permettono un “reset/riequilibrio” dell’attività funzionale delle cellule del Sistema Nervoso (cervello). Questo processo è particolarmente rilevante in quelle aree primitivamente condizionate e quindi condizionanti lo sviluppo delle aree più recenti rappresentate dalla neocorteccia. L’applicazione della metodica si avvale di una evoluta tecnologia (REAC Technology, piattaforma tecnologica elettromedicale con marchio di registrazione e certificazioni internazionali per uso medicale) mediante la quale, attraverso specifiche modalità di applicazione (Neuro-Ottimizzazione), è possibile ottenere un processo di modulazione dell’attivita elettrochimica dei neuroni del Sistema Nervoso. Si  definiscono trattamenti di Ottimizzazione Neuro Psico Fisico (NPPO) una serie di applicazioni in grado di attivare un processo di ottimizzazione funzionale delle risposte automatiche del Sistema Nervoso Vegetativo, con immediate ricadute positive sull’equilibrio posturale, nella regolazione delle reazioni infiammatorie, del Sistema Immunitario, del metabolismo ormonale ma anche del comportamento inconscio/automatico del soggetto in cura, per avvenuta rimodulazione dei neurotrasmettitori cerebrali, responsabili dello stato neuro/psichico individuale. In pratica un auto destrutturazione e conseguente ristrutturazione degli atteggiamenti acquisiti dopo la nascita che diviene possibile solo grazie alle capacità neuroplastiche di cui è dotato il nostro cervello. Se questi metodi avranno modo di diffondersi ed integrarsi sempre meglio nella pratica medica ambulatoriale ed ospedaliera, avremo la possibilità di liberare dalle conseguenze nocive dello stress un gran numero di persone attualmente affette da svariati disturbi fisici e psichi per i quali, a tutt’oggi, non esistono terapie mediche realmente efficaci, prive di effetti collaterali.