Le 12 domande più frequenti sul REAC: 

 

  1. L’utilizzo della REAC Technology rientra nelle pratiche di medicina alternativa?
  2. Che cosa hanno in comune l’agopuntura ed i trattamenti con REAC Tecnologia?
  3. L’azione di REAC ha qualcosa in comune con l’Omeopatia o la sua più recente evoluzione in Omotossicologia e Low-Dose?
  4. Che effetti collaterali può produrre la Tecnologia REAC?
  5. E’ dimostrato che la REAC non può provocare alcun danno all’organismo. Perché allora si osserva che un certo numero di pazienti sottoposti ad alcuni tipi di trattamento con REAC avvertono transitorio aumento del malessere di cui già soffrono? Significa in questi casi che si è aggravata la malattia a causa del trattamento?
  6. Da quanti anni si utilizza la REAC Tecnologia e che esperienza è stata acquisita per poter dire che è efficace e sicura come terapia medica?
  7. Perchè se la REAC Tecnologia è così innovativa, sicura ed efficace, se ne conosce poco l’esistenza e gli stessi medici spesso ne ignorano l’utilizzo?
  8. La Tecnologia REAC emette un campo elettromagnetico (Radiofrequenza).  Si può pertanto affermare che è una terapia il cui effetto è generato da stimolazioni elettromagnetiche o magnetiche?
  9. Perchè la REAC si distingue rispetto ad altri strumenti elettromedicali apparentemente simili?
  10. I trattamenti somministrati con REAC si possono utilizzare per curare qualsiasi tipo di malattia o disturbo?
  11.  Perché si dice che la REAC è in grado di rallentare l’invecchiamento o addirittura di ringiovanire?
  12. Perché nel ripetere più volte cicli di alcuni tipi di trattamento con REAC si compie un atto di Medicina Preventiva?

 

 

 

1. L’utilizzo della REAC Technology rientra nelle pratiche di medicina alternativa?

La risposta è no. Se si definisce un metodo di “medicina alternativa” una pratica medica fondata su empirismi discutibili e/o ancora da dimostrare, la REAC Technology non rientra in questa categoria. Tutto ciò che oggi possiamo definire efficace e biologicamente sicuro riguardo gli effetti prodotti dai trattamenti somministrati con REAC, è il frutto di ricerche eseguite attraverso studi clinici controllati (controllo placebo) e studi di biologia molecolare condotti in laboratorio. Tutti i dati delle ricerche sono pubblicati su riviste scientifiche riconosciute (indicizzate) a rilevante rigore scientifico (impact factor).

 

2. Che cosa hanno in comune l’agopuntura ed i trattamenti con REAC Tecnologia?

La REAC Tecnologia è il risultato di una ricerca che ha utilizzato un approccio medico moderno per studiare l’impatto clinico dei processi di adattamento di un soggetto umano che modifica costantemente il proprio equilibrio biologico fisico e comportamentale in rapporto alla vita che vive e che ha vissuto, da quando è nato. Questo metodo di indagine, in epoca moderna, rientra nella definizione di scienza Epigentica applicata alla medicina clinica. Per millenni, questo approccio di studio osservazionale è stato caratteristico delle antiche conoscenze delle Medicine Etniche Tradizionali come la Medicina Greca Ippocratica, la Medicina Indiana Ayurvedica e la Medicina Tradizionale Cinese da cui origina la pratica dell’agopuntura.

Per quanto riguarda le somiglianze con l’agopuntura, per alcuni tipi di trattamento di Neuro-Ottimizzazione somministrati con REAC, ci sono 2 modalità di applicazione (NPO e NPPO) che utilizzano alcuni punti di agopuntura del padiglione auricolare. Per mezzo della Sonda Convogliatore Asimmetrica (puntale del tipo “cerca punti di agopuntura”, componente brevettuale fondamentale per il funzionamento della REAC), si somministrano in pochi secondi, su specifici punti di agopuntura dell’orecchio, debolissimi impulsi elettrici di origine autologa (segnali generati dall’attività elettrica delle cellule del corpo del soggetto trattato) allo scopo di favorire il recupero fisiologico del Sistema Nervoso Vegetativo (Neuro-Ottimizzazione/Modulazione).

Tramite REAC gli effetti terapeutici che si ottengono sono sostanzialmente diversi rispetto a quelli che si ottengono con Agopuntura o tecniche affini. Infatti mentre l’Agopuntura introduce una modificazione del funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo provocato da uno stimolo che potremmo definire di tipo “stressogeno” (puntura dell’ago o applicazioni di altri fonti di stimolazione elettrica o magnetica etc), tramite REAC è l’organismo che apprende in modo autonomo una migliore strategia di funzionamento. Il fenomeno si rende possibile in quanto il segnale che viene convogliato sul punto di agopuntura è di tipo autologo ossia proviene dall’organismo sottoposto a trattamento. Inoltre il segnale elettrico/elettromagnetico possiede un livello d’intensità che non essendo stato amplificat0, resta sotto-soglia rispetto al rumore di fondo dello stress ambientale elettromagnetico. Il segnale autologo non essendo pertanto rilevato dalle cellule come stimolo, non perturba il sitema biologico e non genera adattamento. In aggiunta viene captato ed esposto alla superfice cutanea per una durata di tempo estremamente breve (2-3 millisecondi).

 

3. L’azione di REAC ha qualcosa in comune con l’Omeopatia o la sua più recente evoluzione in Omotossicologia e Low-Dose?

Ciò che potrebbe accomunare l’Omeopatia classica alla REAC è il principio per cui eventi di natura fisica possono determinare effetti di natura biologica. L’effetto terapeutico dell’Omeopatia, per ora ancora “debole” di prove scientifiche per potere essere considerato sicuramente efficace per come si teorizza che funzioni, presenta una sostanziale differenza rispetto alla REAC. Infatti se teorizziamo come possibile che le informazioni dei rimedi omeopatici siano veicolate dall’acqua, eserciterebbero il loro potenziale effetto in quanto informazioni provenienti dall’esterno, ossia rilevate dalle cellule che le ricevono come informazioni ambientali eterologhe. Naturalmente anche i farmaci sono informazione eterologhe, solo che la concentrazione chimica dell’interazione molecolare è molto alta nel farmaco (per questo per definizione è sempre tossico), mentre è molto più bassa nel medicamento Low-Dose o Omotossicologico (dunque chimicamente non tossico) ed è praticamente assente nel rimedio Omeopatico classico. Al contrario, l’informazione che la REAC veicola alle cellule dell’organismo per mezzo della Sonda Convogliatore Asimmetrico, dispositivo della REAC in contatto con il corpo del soggetto trattato, è un impulso elettrico/elettromagnetico omologo/autologo, prelevato dall’organismo ed istantaneamente restituito nella sua interezza ed integrità di segnale d’insieme ad una parte specifica del corpo scelta in base all’obiettivo terapeutico. Una circuitazione di segnale biologico catalizzato dalla REAC (elemento neutro) che avviene esclusivamente all’interno dell’organismo senza essere in nessun modo influenzato da elementi/informazioni ambientali esterne. 

 

4. Che effetti collaterali può produrre la Tecnologia REAC?

La risposta è semplice: nessuno. L’interazione fisica emessa dalla REAC (radiofrequenza tipo wi-fi) provoca una debole oscillazione dell’attività elettrica di fondo delle cellule del corpo senza alcun tipo di alterazione  dell’equilibrio elettrochimico intra ed intercellulare (cell polariy), in quanto l’intensità dell’impulso emesso che raggiunge il soggetto,  posizionato ad oltre 30 cm di distanza dal REAC, è estremamente debole, ossia sotto la soglia del rumore di fondo dello stress elettromagnetico ambientale, il così detto “elettrosmog”. L’altra componente della REAC, la Sonda Convogliatore Asimmetrica, in quanto antenna ricevente, genera un gradiente di flusso radioelettrico attrattivo, capace di “catturare” e concentrare in frazioni di secondo il segnale elettrico/elettromagnetico proveniente dalle cellule del corpo. La debole intensità e l’alta velocità del contatto del segnale elettrico di natura autologa (interno), viene acquisita dall’organismo come una forma di apprendimento autoreferenziale capace di aggiustare la “misura” dei processi di regolazione intra ed extra cellulari. Quindi, nessuno stimolo, nessun adattamento influenzato dal tipo di stimolo, nessuna variazione “forzata” del funzionamento del sistema vivente, ma piuttosto un segnale autoreferenziale appreso che attiva il riequilibrio del sistema vivente. L’intero processo catalizzato dalla Tecnologia REAC, per come si ottiene l’effetto terapeutico nel suo insieme, si trova nell’impossibilità di causare danno a livello biologico.

 

5. E’ dimostrato che la REAC non può provocare alcun danno all’organismo. Perché allora si osserva che un certo numero di pazienti sottoposti ad alcuni tipi di trattamento con REAC avvertono transitorio aumento del malessere di cui già soffrono? Significa in questi casi che si è aggravata la malattia a causa del trattamento?

Non può mai accadere che i trattamenti somministrati con REAC possano aggravare una condizione di malattia in atto, ma può accadere che nonostante sia in corso la Terapia la malattia evolva in ogni caso indipendentemente dagli effetti catalizzati da REAC. L’aumentata percezione della presenza di una malattia avvertita dal paziente tramite sintomi è invece un evento possibile. Pur non rappresentando un pericolo, in quanto non corrispondente ad una condizione di reale aggravamento della malattia, può allarmare il soggetto non opportunamente informato. La spiegazione del fenomeno è semplice perché è lo stesso meccanismo d’azione della REAC che lo spiega: il Sistema Nervoso migliora la “percezione” biologica del disordine o dei danni acquisiti ed è quindi in grado di rilevare con maggiore focalizzazione la presenza di eventuali lesioni poco sintomatiche o “punti deboli” del nostro organismo.  Contemporaneamente avviene anche una migliorata percezione del proprio limite da un punto di vista dello stato complessivo Neuro Psico Fisiologico. Questo aspetto può essere avvertito in varie situazioni a seconda dei comportamenti che si mettono in atto. Per esempio alcuni soggetti si sono adattati disfunzionalmente a “fare più di quello che possono”. Come conseguenza rischiano di creare una condizione di danno progressivo dell’organismo in gran parte mascherato dall’attivazione cronica di sostanze (neurotrasmettitori, ormoni etc) dello stress endogeno che nascondono i sintomi da sovraccarico. Questi soggetti, quando iniziano la cura con REAC attraverso alcuni protocolli di Neuro-Ottimizzazione (NPO-NPPO), avvertono alternanza di benessere e malessere dovuti agli “eccessi” provocati dalle abitudini scorrette. Quando si inizia questo percorso terapeutico si attivano dei meccanismi innati “salvavita”, precedentemente “disinseriti” o poco funzionanti, che nel momento in cui vengono ripristinati nella loro posizione corretta, agiscono allo scopo di impedire il superamento del limite e preservare l’organismo da eventuale danno biologico.

 

6. Da quanti anni si utilizza la REAC Tecnologia e che esperienza è stata acquisita per poter dire che è efficace e sicura come terapia medica?

La tecnologia REAC si utilizza da circa 30 anni. In tutto questo periodo l’osservazione clinica di migliaia di pazienti hanno permesso di definire la sicurezza del metodo, l’efficacia clinica e di mettere a punto le specifiche, le tempistiche, gli intervalli necessari dei diversi tipi di trattamento pensati allo scopo di orientare differenti risultati terapeutici. L’approccio medico fondato su studi osservazionali e studi controllati su ampi gruppi di pazienti hanno permesso di misurare in modo obiettivo i risultati ottenuti e l’assenza di effetti collaterali potenzialmente nocivi. Tutti questi dati raccolti con uso di questionari e test validati e comparazione con gruppo di controllo (placebo), sono stati oggetto di pubblicazioni scientifiche facilmente rintracciabili attraverso la banca dati della letteratura scientifica mondiale per le pubblicazioni mediche (PUBMED).

  

7. Perchè se la REAC Tecnologia è così innovativa, sicura ed efficace se ne conosce poco l’esistenza e gli stessi medici spesso ne ignorano l’utilizzo?

Il primo prototipo di REAC Tecnologia venne costruito verso la fine degli anni 80, anno in cui le componentistiche tecnologiche che costituiscono l’apparecchiatura per come fu progettata, si evolvono sufficientemente da consentirne la realizzazione. Fino al 2000 circa viene somministrata solo dai medici che l’hanno inventata e successivamente brevettata. Dal 2003 in poi la REAC Tecnologia inizia a diffondersi a livello medico in ambito privato ambulatoriale. Si attivano corsi di formazione per la classe medica per conseguire il diploma di Master Universitario di II livello, per apprendere le basi teoriche e pratiche per l’utilizzo dei diversi tipi di trattamento. Le pubblicazioni scientifiche arrivano non prima del 2008 dopo la precedente registrazione dei “Trial Clinici” presso gli Enti Internazionali più accreditati. In pochi anni le pubblicazioni diventano sempre più numerose ed aumentano proporzionalmente le collaborazioni e l’interesse scientifico con vari gruppi di Ricerca di Base in Italia (CNR) ed all’Estero e di Università Nazionali ed Internazionali. Il principio che ispira l’invenzione della REAC rappresenta sicuramente un “nuovo paradigma” del sapere medico che apre la strada a possibilità di applicazione che solo di recente attraverso gli sviluppi della ricerca scientifica, hanno mostrato tutto il potenziale terapeutico che questa scoperta permette di ottenere in tutti gli ambiti della medicina e della biologia. Ma proprio perché è un “nuovo paradigma” ci sono stati molti ritardi nella sua diffusione per difficoltà di comunicazione. Errori di comprensione e fraintendimenti hanno suggerito una certa prudenza nella comunicazione mediatica specie a seguito di importanti pubblicazioni scientifiche che avrebbero potuto fare acquisire una notevole notorietà alla REAC. Infatti non avendo ancora pronta un’adeguata organizzazione per gestire tutte le richieste di prestazione ed i filtri comunicativi necessari per non deludere le aspettative, si è preferito proseguire solo nell’ambito della ricerca allo scopo di guadagnare passo dopo passo una sempre più forte conferma e visibilità scientifica.

 

8. La Tecnologia REAC emette un campo elettromagnetico (Radiofrequenza).  Si può pertanto affermare che è una terapia il cui effetto è generato da stimolazioni elettromagnetiche o magnetiche?

La REAC non genera un effetto terapeutico che deriva dall’interazione radioelettrica che emette. Come è stato spiegato a proposito degli effetti collaterali, la Radiofrequenza non viene neppure rilevata dalle cellule dell’organismo come stimolo ambientale esterno in quanto troppo debole d’intensità per essere “percepito” dal sistema vivente (l’interazione fisica è sotto soglia il rumore di fondo dello stress ambientale). Purtroppo il suo nome, REAC (Radio Electric Asymmetric Conveyer), perfetto da un punto di vista tecnico, in quanto capace di descriverne l’esatta componentistica tecnologica, può creare confusione per chi non è esperto della materia, generando l’errata interpretazione nel credere che la REAC sia uno strumento elettromedicale, che analogamente a tutti gli altri elettromedicali esistenti, utilizzi una qualche forma di emissione elettrica, elettromagnetica o magnetica per produrre il suo effetto terapeutico.

 

9. In che cosa dunque la REAC si distingue rispetto ad altri strumenti elettromedicali apparentemente simili?

La vera differenza che distingue la REAC da tutti gli altri elettromedicali è dato dal tipo di segnale che si mette in contatto con l’organismo è di natura Autologa. La Sonda Convogliatore Asimmetrica, unica componente della REAC connessa al paziente, è in grado di concentrare in pochi millisecondi un impulso elettrico/elettromagnetico debole di natura autologa prelevato dalle cellule del corpo del soggetto in cura. In questo modo è possibile connettere e trasmettere il segnale elettrico/elettromagnetico proveniente dall’intera attività biologica dell’organismo, ad una parte specifica del corpo. Quando le cellule captano il segnale accade quel processo di riconoscimento e di riaggiustamento del funzionamento cellulare su più livelli (cell polarity) che diviene l’esclusività dell’effetto Terapeutico. Effetto che solo questo tipo di Tecnologia può catalizzare senza creare alcun genere di influenza di natura eterologa, ossia una qualunque forma di stimolazione riconosciuta come aliena dal Sistema biologico che la riceve e che per questo si trovi costretto a produrre una modificazione per adattarsi, come avviene sempre quando si utilizza una qualsiasi altra apparecchiatura per uso medicale che non sia la REAC.

 

10. I trattamenti somministrati con REAC si possono utilizzare per curare qualsiasi tipo di malattia o disturbo?

Qualsiasi sia il tipo di trattamento somministrato con REAC, funziona sempre con lo stesso meccanismo: consentire all’organismo e alle cellule di autoregolarsi in senso bio-migliorativo (ottimizzazione) riattivando l’innata e naturale capacità di guarire. Attraverso questo meccanismo, molti disturbi possono regredire, altri possono essere rallentati e le malattie più gravi ed evolutive, grazie allo sviluppo dei più avanzati e recenti protocolli terapeutici di bio-rigenerazione, possono essere affrontati e opportunamente curate. Non è una “panacea”,  ossia non si può pensare che possa risolvere qualsiasi problema, ma rappresenta un grande avanzamento della medicina moderna, che non esclude l’uso contemporaneo dei farmaci quando e se risultano necessari.

 

11. Perché si dice che la REAC è in grado di rallentare l’invecchiamento o addirittura di ringiovanire?

La scoperta che ha condotto alla realizzazione della REAC ha messo in luce che tutti i sistemi biologici così come noi li conosciamo, osserviamo e studiamo, vivono ad un livello “entropico”. Ciò significa che “elementi caotici” di funzionamento hanno compromesso l’innata capacità di esprimere adattamenti di natura allostatica, ossia ottimali rispetto alle esigenze necessarie per sopravvivere in un ambiente costantemente mutevole. La Tecnologia REAC nasce per contrastare ed invertire questo fenomeno che “investe la vita” di ogni singolo individuo vivente, trascinandolo in un vortice di “autodistruzione” provocato da processi di autoregolazione biologici diventati “dis-metrici” cioè “fuori misura” rispetto ai parametri di riferimento biologici innati del Sistema. Si userà il modello dell’Infiammazione come esempio e riferimento scientifico a proposito dei processi legati all’invecchiamento. La letteratura scientifica moderna, ha recentemente messo in evidenza la presenza di un aumentato stato infiammatorio generalizzato (sistemico) come elemento comune a tutte le patologie che sempre più spesso si manifestano durante l’invecchiamento (Aging). Questo fenomeno è stato definito “inflamm-aging” ed è stato dimostrato che uno stato infiammatorio cronico di basso grado diffuso/sistemico (Low Grade Chronic Inflammation) è il “terreno di fondo” di tutte le patologie degenerative che colpiscono il Sistema Nervoso, Cardio-Circolatorio, malattie del metabolismo come il Diabete (Sindrome Dismetabolica), degenerazioni dell’Apparato Osteo-Tendino- Muscolare (osteo artrosi), l’insorgenza di molte malattie di natura Auto Immunitaria. Inoltre “l’infiammazione cronica silente di basso grado” è un elemento fondamentale per lo sviluppo del cancro. Tutti i trattamenti con REAC, sia quelli che agiscono tramite il Sistema Nervoso (Neuro-Ottimizzazione) o sui tessuti cellulari (Bio-Ottimizzazione), hanno in comune la capacità di contrastare la dis-regolazione infiammatoria. Nel primo caso l’effetto si ottiene attraverso il Sistema Nervoso Vegetativo (Neuro-Ottimizzazione), grazie all’azione che si determina sulla regolazione dendritica e macrofagica e sul microcircolo. Nel secondo caso direttamente sul tessuto malato (Bio-Ottimizzazione). Infatti i trattamenti di Bio-Ottimizzazione riescono ad attivare in modo selettivo il drenaggio del microcircolo ematico e linfatico (matrice extracellulare), ottimizzare il metabolismo cellulare, indurre processi riparativi intra ed extracellulari che dipendono dal corretto funzionamento del processo infiammatorio. Più recenti trattamenti di tipo Rigenerativo, riescono persino a riorganizzare l’attività cellulare di cellule staminali “tessuto residenti” in organi anche gravemente degenerati e compromessi, favorendo la ricostruzione spontanea per esempio del cuore, del sistema nervoso o del tessuto osseo. Se la Neuro-Ottimizzazione è sicuramente in grado di rallentare l’invecchiamento, la Bio-Ottimizzazione con i suoi protocolli più avanzati, può in alcuni casi farlo retrocedere, risanando profondamento i tessuti malati ed invecchiati. In questo senso si può parlare di ringiovanimento dei tessuti trattati.

 

12. Perché nel ripetere più volte cicli di alcuni tipi di trattamento con REAC si compie un atto di Medicina Preventiva?

La risposta è semplice: per lo stesso motivo per cui i trattamenti con REAC sono curativi, molti disturbi e disordini regrediscono più o meno rapidamente e progressivamente ed i processi d’invecchiamento tendono a rallentare. La riorganizzazione degli eventi di bio-regolazione e autoguarigione, rende la REAC uno degli strumenti più potenti applicabili in ambito medico a scopo Preventivo. Ripetere cicli di Neuro-Ottimizzazione (NPPO), riavvicinano l’organismo alla sua naturale capacità allostatica (equilibrio ottimale) garantita da un Sistema Nervoso Centrale che potendosi “ripulire” sempre più in “profondità” dalla maggior parte delle memorie di adattamento disfunzionali (contenenti errori di adattamento) acquisite durante la vita, torna ad esprimere un più efficace e stabile funzionamento. Inoltre gli eventi di bio-regolazione e autoguarigione si generano secondo un “processo di apprendimento cellulare” che una volta acquisito e biologicamente strutturato, tende a durare nel tempo. Alcuni trattamenti di Neuro-Ottimizzazione (NPPO) si possono ripetere fino a tre volte l’anno, allo scopo di raggiungere il più presto possibile, quando necessario, il massimo livello di Ottimizzazione esprimibile dal Sistema Nervoso. La stima, molto approssimativa, del raggiungimento di tale “livello massimale” si calcola dividendo l’età del soggetto X 5, per una età media compresa tra i 30 e gli 80 anni, per calcolare il numero dei cicli necessari. Sotto i 30 anni, anche se i danni alle strutture biologiche sono usualmente più rari e meno gravi, il disordine funzionale resta comunque molto elevato, in quanto “il caos informazionale” si acquisisce già a livello neonatale ed infantile. In questo caso è più opportuno dividere l’età x 3 per ottenere il numero di cicli necessario. Sotto i 10 anni, si deve valutare caso per caso in rapporto al disturbo da curare o a scopo preventivo. Oltre gli 8o anni, la prognosi dipende molto dalle condizioni di salute residua e dal livello di compromissione dovuto a malattia. In ogni caso la cura dimostra spesso parziale possibilità di recupero ed una discreta efficacia preventiva.